Il lampo nel temporale
I barboni mi hanno sempre turbato profondamente. Mi è veramente difficile accettare l'idea che una società sedicente civile possa consentire a delle persone di ridursi in quello stato. Ne ho conosciuto qualcuno e, se riesci a resistere all'odore fortissimo e nauseante che spesso emanano, scopri che erano persone del tutto normali, magari anche molto in gamba, che la vita ha voluto trattare male. Spesso si tratta di gente a cui succedono contemporaneamente delle cose a cui non riescono a fare fronte indebitandosi fino a restare senza una casa dove vivere.

Lui è Smit (senza l'h finale). Credo sia femmina.
Vive davanti casa nostra ed è decisamente un senzatetto.
E' nato rachitico con la coda arricciata e tutti i giorni cerco di lanciargli qualcosa
da mangiare cercando nel frattempo di fregare gli altri gatti che essendo ben più
forti e agili avrebbero il sopravvento. Diverrà anche lui (lei) grande e forte.
Nel USA il fenomeno è a livelli veramente alti e, per come (non) funziona la loro Sanità pubblica, basta che ci si prenda una malattia grave e onerosa economicamente perché in tempi brevissimi ci si ritrovi indebitati fino al collo, visto che le assicurazioni private di solito appena scoprono che hai un tumore o una sclerosi multipla non ti rinnovano l'assicurazione e quindi, se proprio ti eri permesso una buona assicurazione, per il primo anno te la cavi ma poi resti al palo. Fra l'altro, l'assurdo è che gli USA spendono in Sanità pubblica, percentualmente, più dell'Italia.
Ecco a voi la canzone nella versione presa da Cinque canzoni. Qui sotto si può ascoltarla in streaming. Se invece si vuole scaricarla (cosa che io preferirei per risparmiare banda) basta andare a fondo pagina e fare il download dell'allegato.
Oggi
ho dato il mio vestito
l'ho scambiato in fondo ad una via
confuso nella nebbia
di bassa primavera
c'era una donna bruna
forse lo indosserà
e adesso
che tutta questa nebbia va via
la strada si ravviva
si riempie la città
il vento
mi ha messo nelle mani
foglie secche e carta di giornale
e dopo mi ha parlato
di gente così sola
che vive nella nebbia
anche se non ce n'è
e adesso
che cielo e sole filtrano quaggiù
ripenso a quando accanto a me
ovunque c'eri tu
e poi sorrido al fiume
che sa che anche domani sarò
qua, tutti qua,
a dirsi del tempo
e che sole e che tramonti
e che viste sotto i ponti
di città
sopra il traffico lento
sotto a dirsi delle donne
che c'è sempre una donna
che verrà, lei verrà
via col vento arriverà
e che curve e che talento
che superbo portamento
che avrà, lei sarà
come nelle pubblicità
un sorriso a tutti quanti
ma è già tardi e siamo stanchi
Noi siamo il lampo nel temporale
siamo la lava rossa che discende dal vulcano
siamo il terriccio e la fanghiglia che ti insozza ai piedi
il marcio che non vedi
Siamo la guerra in fondo ad ogni pace
siamo le scorie della storia, l'anima rapace
siamo il bastone che si abbatte urlando sulla schiena
il sangue nell'arena
Oggi
ho dato il mio vestito
l'ho scambiato in fondo ad una via
confuso nella nebbia
di bassa primavera
c'era una donna bruna
forse lo indosserà
Noi siamo il lampo nel temporale
...
Allegati:

- Il lampo (cd) (4830 Kb)
La versione scaricabile della canzone in formato MP3.
