3 settembre 2004, 04:49 | diario (doc 166) di sullof
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Sabato con Augusto e Marinella Due amici veramente speciali. Piazza Verdi, ore 12:45 di ieri (sabato). Tara è scesa dalla moto. Ho parcheggiato per bene e insieme ci siamo diretti verso il Bar Afrodite. Pochi secondi di attesa ed ecco sbucare l'attempato ed elegante signor Lombardozzi. Marinella, come mi aveva anticipato, non se la sentiva di venire, ci saremmo incontrati poi. Così ci siamo avviati verso la trattoria con passo tranquillo, senza fretta.
 Tara e Augusto al ristorante
Il pranzo è stato molto divertente per via delle battute che Augusto, da romano de' Roma verace, continuava a scambiare con un reattivo e intelligente cameriere grassoccio. Un bel Pinot Grigio, un mezzo litro di rosso della casa e acqua. Tara ha preso degli spaghetti alle vongole, Augusto ed io dei rigatoni all'amatriciana. Quindi cicoria passata in padella per Tara e carne per Augusto. Io niente, che ho ancora lo stomaco debole. Quindi caffè accompagnato da tozzetti al vinsanto per Tara, grappa per Augusto e ancora acqua per me. Si mangiava bene ma non riesco a ricordarmi il nome del locale per potervelo consigliare.
Augusto che ci aveva invitati ha pagato il conto e siamo andati via. A casa Lombardozzi, ad attenderci, Marina.
 Marina Marcialis Lombardozzi
L'appartemento, ben assolato, era protetto dal caldo dalle finestre semichiuse, in una ombrosità piacevole, fresca. Abbiamo cominciato a parlare del più e del meno, poi di Q, il best-seller di Luther Blisset, che gli avevo prestato qualche settimana prima. Lo avevano trovato molto bello, tutto tranne l'epilogo che a loro dire era del tutto inutile (se non per fini ideologici, cioè per attestare una presunta maggiore apertura del mondo ottomano nei confronti di quello romano) e rovinava il ritmo e la tensione del libro. Anche Tara quando lo aveva letto (prima di me) era rimasta molto delusa dall'epilogo. Ed io, che me lo sono letto per 3/4 durante una lunga notte, sono arrivato all'ultimo capitolo, ho chiuso il libro, me lo sono gustato e solo in seguito ho letto l'epilogo. Sarebbe il caso di toglierlo in una edizione futura, almeno secondo noi quattro. Ma non credo che gli altri quattro, gli autori, sarebbero d'accordo.
Marinella e Augusto si sono conosciuti chissà quanto tempo fa per lavoro, ambedue circolavano negli ambienti de L'Unità del primo dopoguerra. Un giorno si sono sposati, al Campidoglio, praticamente da soli. Poi a piedi si sono fatti via Cavour per arrivare alla Stazione Termini e partire per la luna di miele. Un conoscente che aveva letto su L'Unità la nota sulle nozze dei due, incontrandoli, gli chiese "Eh, ma non dovevate sposarvi oggi?"
 Una fotografia del giorno delle nozze scattata da un fotografo da turisti.
A vederli non diresti che sono sposati da una vita, coi loro ottant'anni. Una coppia bellissima, di quelle che vedi con piacere e che ti fanno sperare che le storie d'amore possano durare veramente, malgrado tutto e tutti.
 Augusto fumava mentre Marinella diceva che non doveva farlo perché non gli faceva bene. Ma Tara ed io eravamo dalla parte di Augusto, che anche se gli facesse male al fisico, di certo gli fa bene allo spirito.
Abbiamo passato uno splendido pomeriggio insieme, poi Marina ha regalato a Tara una copia di "Pompei, voci tra le antiche mura", il suo libro sulla celebre eruzione vesuviana del 24 agosto del 79 d.C.
Augusto mi ha prestato invece "Europa Vs. USA" di Will Hutton, un libro straordinario che mette a fuoco le differenze fra il capitalismo sociale europeo e il capitalismo selvaggio dei neocons americani. Ne avevo letto belle cose ma non mi era mai capitato a tiro. Ve lo consiglio vivamente.
 Mentre tornavamo, costeggiando Villa Borghese, non ho potuto fare a meno di riprendere la somiglianza fra lampione e mongolfiera.
Con Augusto ci siamo conosciuti al San Carlo di Nancy, lui ricoverato per un papilloma alla vescica, io per una melena. Non appena ripresici, lui dall'intervento, io dal digiuno forzato, abbiamo cominciato ad intavolare lunghe discussioni di carattere socio-politico, che hanno evidenziato la profonda cultura laica di Augusto, che ha una predilezione (da laico) per la storia del cristianesimo.
Da quelle discussioni accese, che ci vedevano comunque più o meno d'accordo sulle conclusioni, è nata un'amicizia che spero duri per moltissimi anni, a dispetto dell'età di Augusto, che - garantisco - nello spirito è veramente giovane.
In quei giorni mi ha raccontato di essere stato espulso da tutte le scuole d'Italia, durante il periodo fascista, accusato di aver partecipato ad una manifestazione antifascista. Lui che non aveva partecipato, poteva facilmente discolparsi, ma non lo fece e a quanto ho capito non se ne pentì mai.
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