19 agosto 2005, 09:06 | diario (doc 181, ver 4) di sullof
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Una serata ventosa San Benedetto in Guarano è un paesino che conta neanche cinquecento abitanti. Ci vivono mia madre, mia sorella Annalisa e mio fratello Domenico, nonché una marea di parenti di vario livello. Qui siamo tutti legati in una maniera o nell'altra. Una piazza difficile. Non nego una certa ansia durante la giornata che però è andata via appena salito sul palco.
Dovete sapere che non ho mai sofferto di ansia da esami e cose del genere. Anzi, gli esami mi hanno sempre messo addosso una strana serenità che poi si è sempre tradotta in una grande forza perché anche in casi (piuttosto frequenti) in cui sapevo veramente poco, la mia tranquillità induceva nei docenti l'idea che fossi estremamente preparato e sicuro di me. Con il palcoscenico funziona alla stessa maniera, massima tranquillità, come se ci fossi nato sopra.
Ma torniamo al concerto. C'era una bella luna quasi piena a dominare la piazzetta.
  Due momenti preparatori fra regolazioni e introduzione ai pezzi
Dopo qualche difficoltà iniziale di carattere tecnico, il concerto è partito ed è andata bene. Il paese ha risposto con entusiasmo. E dire che i pezzi non sono facili e richiederebbero ascolti multipli per essere assorbiti.
Oltretutto i presenti hanno sfidato un vento freddo e penetrante per assistire all'intero concerto. Unico neo, la mancanza di tanti amici che pur avendomi assicurato che ci sarebbero stati alla fine non sono venuti. Ma va bene così, c'erano quelli alla cui presenza tenevo sul serio: Pasquale, Raffaella e Piero, Alfredo, Francesco e Radiana, Domenico e Alba... Insomma, sono stato molto contento della risposta.
A fine concerto, dopo aver fatto due bis e aver concluso il concerto per evidente bisogno della gente di scapparsene al caldo a riprendersi dal freddo del vento di ponente, un gruppettino di persone di Cosenza (amici di Raffaella) mi ha detto di essere arrivato tardi e di essersi persi i primi due brani: Il lampo nel temporale (che ho bissato) e Anna mia. Così ho riattaccato l'audio e ho cantato per loro la canzone che si erano persi e nel frattempo ho soddisfatto un'altra richiesta, proveniente dallo stand gastronomico de le idee (ottimi panini alla griglia, pasta all'arrabbiata e forte vino locale).
  Il gruppetto di amici del bis privato. Dietro di loro si vede la gradinata della chiesa
che durante il concerto era stipata di persone, visto che lì, per chissà quale ragione,
il vento soffiava con meno impeto.
Il bello è che avevo superato il freddo e carburato bene e nelle ultime canzoni la voce dava veramente il meglio di sé per cui avrei potuto continuare per un'altra ora senza problemi.
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