8 luglio 2006, 11:47 | diario (doc 219, ver 4) di sullof

Festa-concerto da Giovanna e Floriana
Una serata speciale

La vista su San Giovanni
La vista strepitosa su San Giovanni in Laterano

Il mio primo concerto da cantautore risale al 30 luglio dello scorso anno. Il luogo prescelto: il roof garden dell'Ottavo Re di Roma, alias: la terrazza di Sergio. Organizzatore ufficiale l'Atelier dell'Assenza.
Il probabile ultimo concerto della stagione 2005/2006 invece mi vede sul pavimento-palco di casa di Giovanna e Floriana. Organizzatore ufficiale l'Atelier dell'Assenza.
Insomma, comincio con Sergio e finisco con Giovanna, i due mitici dell'Atelier.
Sarà un caso? Bo', chi può dirlo. Certamente è una bella storia.

Sulla terrazza di Sergio avevamo montato una piccola personale con graffianti e malinconici disegni dello stesso Sergio, a casa di Giovanna una mostra di olii su tela e tavola della padrona di casa.

Un angolo di casa
Un angolo della stanza al tramonto con due opere di Giovanna

Da Giovanna e Floriana ci siamo ritrovati a suonare per la prima volta in quartetto: Paolo al basso fretless, Giulio ad una batteria minimale fatta di solo rullante e piatti con aggeggi vari, Giuliano al piano digitale, io alla chitarra. Mancavano solo Gianpaolo e il suo flicorno, impegnati in un altro concerto.

Non so gli altri, ma secondo me è stato il concerto più bello della stagione. Se non fosse stato per l'interruzione nei bis dovuta all'ora tarda ed alle proteste dell'inquilino di sotto, sarebbe stato perfetto. Resta comunque un evento memorabile.

Era bella l'atmosfera, diversa da quella consueta del locale deputato alla musica. Erano belle le persone, la maggior parte delle quali non ci avevano mai sentito. Era bello lo spirito che si respirava nella casa.

Il palco
Il quartetto, l'atmosfera, la finestra con vista sul mare di Roma

Anche la mia voce era al meglio ed ho potuto cantare senza riserve. Addirittura, per la prima volta, mi sono concesso una cover accompagnato solo dalla mia chitarra.
Ho scelto Amore che vieni, amore che vai di De Andrè, una delle canzoni più belle che siano mai state scritte.
Di solito non faccio cover per timore revenziale, senso di inadeguatezza, paura del confronto, ecc. ecc. Stavolta mi andava di mettermi in gioco e già che c'ero volevo cantare qualcosa di inarrivabile, qualcosa che mi esaltasse.

Fra di noi c'erano anche persone che diventeranno presto famose, ne sono certo. Come Cinzia Bomoll, scrittrice di grande talento di cui Fazi ha editato di recente il toccante Lei che nelle foto non sorrideva. C'era poi Lily Latuheru, che ho conosciuto quella sera, ma di cui avevo sentito in passato alcune canzoni che mi erano piaciute molto. Lily è una cantante dotata di voce calda e sensuale che mi auguro trovi presto la sua strada.

Per non parlare della stessa Giovanna che scrive e dipinge e prima o poi sfonderà.

Sono grato a lei e Floriana per aver organizzato la festa, a Paolo, Giulio e Giuliano per essere venuti a suonare gratis, che per dei professionisti è un gran dono, credetemi. Ringrazio tutti quelli che se ne sono andati contenti per le emozioni che ci hanno trasmesse. E spero che ci siano altre occasioni come queste.

Come mi è già capitato altre volte, avevo portato il minidisc per registrare il concerto, ma poi mi sono scordato di avviarlo e così la serata resterà solo nella memoria dei presenti.

Tante belle cose a tutti.

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