16 maggio 2002, 10:49 | racconto (doc 32) di sullof
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Buio di Salvo Rocchetti Sono penetrato nelle viscere della montagna attraverso uno squarcio nella roccia provocato dal sole cocente. All'interno era tutto uno sviluppo di caverne stranamente illuminate, di tanto in tanto, da raggi di luce azzurrognola. Avevo la netta sensazione di scendere sempre più in basso ed essa provocava in me una strana ebrezza anche se, pensando che difficilmente avrei trovato la strada del ritorno, il terrore si impadroniva di me e un copioso sudore freddo, come da spugna spremuta, inondava il mio corpo. Piano piano però ho pensato di meno alla morte, mi sono quasi dimenticato di tutto e di tutti. Esistevo io, il silenzio, le rocce ed il gocciolìo dell'acqua cristallina e gelida. Nulla poteva nuocermi nè io. La montagna mi accoglieva ed io finalmente sarei stato in pace col mio cuore.
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