Il Tentacolo/7
numero SETTE, prima decade del febbraio 1991
Con questo numero volevamo far credere che la periodicità si fosse infittita, con uscite ogni dieci giorni, per stimolare la ricerca dei numeri da parte dei lettori. Fu anche il primo numero in cui osammo far uscire direttamente i nostri nomi. Del resto ci eravamo guadagnati la stima e l'appovazione tacita del dipartimento.
Ad aprire il numero Luminarie, scritto a quattro mani, a farsi domande sulla scienza e l'uomo.
Di seguito Infanticidio mentale(un testo di Luca, cioè io) e una nota di Sua Eccellenza Angiolo della Porta (a quattro mani):

Da " EDUCATIO JUVENIS ", tomo terzo, capitolo XV, versetto II
Acciocché tu possa un giorno rimirar la luce, che solo illumina dell'adulto l'animo e ne raccresce la sapienza tutta financo ogn'or nello patir terreno, supplicherò lo Nostro Signore ch'ei t'abbia a cura.
Ei tutto intende, il male e il ben dell'animo e chiara vee l'impervia calle che al sublime conoscere conduce.
Ma dell'andare oltre non m'è dato né lo vorrìa giammai poiché del cor lo moto non m'è noto.
Ed ora giovincello amaro e dulce, t'imploro a rammentar lo verbo mio sicché lo viver tuo ch'ancor'è breve diventi esempio d'esistenza degna.

A seguire il solito incipit:
VIVA L'ITALIA DEI PURI DI SPIRITO
e altri testi che potremmo definire poetici, in senso lato.

Poesiuola Espagnuola fu scritta da Mimmo che, se non ricordo male, andava spesso in Spagna perché stava collaborando con un centro di ricerca iberico.
Se invece la scrissi in seguito all'incontro con una studentessa di cui mi avevano catturato gli occhi nerissimi. Ricordo che alcuni colleghi definivano "bruttarella" quella ragazza, ma io la trovavo assolutamente perfetta
Le due "poesie" seguenti, Rombo di cane e Il pittore, le scrivemmo a quattro mani.
Mi piace notare che i testi a quattro mani erano quelli alla fine più interessanti e mi spiace tantissimo perché non è più possibile attuare quella esaltante sinergia.
Per finire nel numero c'era la seguente citazione (ovviamente falsa):
"... Il calunnichìo delle vizzoche abbrutite e brutte frustra delle giovani donne la leggiadra porcalità dei sensi e sopisce l'innato desiderio di dare sicché la fanciulla reprime sé stessa e la sua in un sacrificio estremo che peraltro nulla ha di sordido o di clausuromonacale volto ad un'apparente castità..."