3 settembre 2002, 21:23 | diario (doc 50, ver 3) di sullof
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Il Tentacolo/9 numero NOVE, 8 marzo 1991 Il nono episodio dell'avventura tentacolare ci coinvolse a un mese esatto dal precedente. Conteneva nell'ordine i seguenti testi:
lo completammo con il seguente aneddoto raccontatoci da un amico:

Era notte fonda. Pochi lampioni, molto distanziati gli uni dagli altri, davano vita al buio. Un uomo era chino sotto uno di questi e pareva stesse cercando qualcosa. Un altro uomo, che passava di lì, lo vide e gli si avvicino. – Cosa cerca, buon uomo? – disse. – Ho smarrito un anello prezioso dieci metri più in là. Il passante lo guardò perplesso, poi chiese ancora: – Mi scusi, ma perché non lo cerca lì dove lo ha perso? – Amico mio... qui almeno c'è luce.
 Infine, il numero si chiudeva con la seguente poesia:

amori come tagli sulla pelle o virgole in un testo o legnate sul capo e sangue e sudore di giostre e bambini
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