9 dicembre 2002, 05:11 | diario (doc 66, ver 2) di sullof
|
Il Tentacolo/12 numero DODICI, 30 giugno 1991
Cesare Pitto, professore di Antropologia Culturale, era incuriosito dal nostro lavoro semi-clandestino e divertito dai suoi effetti. Ci diede quello che sarebbe dovuto essere il primo intervento di una serie ma finì con l'essere l'unico.
ELZEVIR/one ci piacque e lo pubblicammo subito.
Fedele ci porse Chiaromanzie. Aveva già partecipato altre volte. In quel periodo, se non vado errato, divideva con Mimmo l'appartamento di Arcavacata.
Angela Cariati, sorella di Tommaso, era una ragazza gentile e schiva. Un giorno il fratello ci disse timidamente che aveva una sua poesia con sé. Ci chiese cosa ne pensassimo. Era niente male e la mettemmo dentro. Si intitolava Non è di te.
Li bummuli, ultimo pezzo del numero, richiede un po' più di spazio. L'autore, AnTiMaTe, era in realtà un terzetto femminile che frequentavo.
 Maria Teresa mi piaceva fisicamente. L'avevo vista la prima volta nel negozio di alimentari di mio cugino Pino, dove andavo spesso a fare la spesa perché distava veramente poco dall'appartamento che condividevo allora con Nicola, Fiorenzo e Gabriele. Ricordo che all'uscita dal negozio, Gabriele commentò che avevo fatto colpo su di lei. Io ci scherzai su ma la ragazza non mi era affatto indifferente. Era però fidanzata da lungo tempo e i miei scrupoli e la poca convinzione mi impedì di trasformare l'incontro in una storia d'amore. Tramite lei conobbi Antonella e Tiziana.
La prima era una ragazza introversa e spregiudicata allo stesso tempo, molto intelligente e sensibile, la guida spirituale del trio. La seconda, invece, rivestiva il ruolo della classica brava ragazza, sana e rispettosa, con un fidanzato fissato per i cani che si portava dietro dalle scuole medie. Ricordo che erano in crisi spessissimo.
Il mondo è veramente piccolo e non sto dicendo nulla di originale.
Un giorno parlavamo con Tiziana di fatti curiosi che ci erano accaduti. Con un certo piglio mi raccontò che l'anno prima, il giorno dell'8 marzo, era andata a mangiare a Laurignano con tutte le femmine della sua famiglia. Quella sera si erano aggiunti al tavolo alcuni ragazzi ed una ragazza perché non c'era altro posto nel ristorante. Era successo che a fine pranzo sua zia aveva pagato la cena e che il ristoratore per errore gli aveva fatto pagare anche il conto degli occasionali ospiti. Questi erano andati a pagare dopo per scoprire che il conto era stato già saldato dalle donne. Avevano allora lasciato un recapito – nome, cognome, indirizzo, numero di telefono – in maniera che quando le donne avessero scoperto l'errore avrebbero potuto contattarli per riavere indietro i loro soldi. La zia di Tiziana tornò, come previsto, più tardi a chiedere spiegazioni per il conto che non quadrava. Ma il ragazzo aveva fatto il furbo e così non ci fu modo di rintracciarli.
Be', quel ragazzo ero io e con me c'erano Mimmo, Fedele e la sua ragazza di allora. Come sempre in quel periodo eravamo veramente squattrinati e non ci parve vero che qualcuno ci avesse, seppur involontariamente, offerto la pizza. Mi venne quasi spontaneo esibire dati falsi. Lo feci con tanta sicurezza e velocità, ripetendo dopo un po', con precisione, indirizzo e numero falso, che l'uomo alla cassa non ebbe il coraggio di chiederci un documento.
Li bummuli lo scrissero (per mano di Antonella) sul retro di una copia (che ancora conservo) del numero 11 del Tentacolo.
|
|

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Inoltre contiene testi di diversi autori, pertanto ogni testo inserito è e resta di proprietà del suo autore e sotto la piena responsabilità del medesimo. Per qualsiasi cosa scrivere un messaggio.
|
|